Leggendaria 134
Leggendaria 134
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Un altro 8 marzo di mobilitazione in tutto il mondo e la determinazione delle donne a non arretrare cresce. Perché la misoginia dilaga, le destre – nelle sue forme peggiori – avanzano, la violenza maschile, verbale e fisica, sembra potersi esprimere senza più alcuna remora. Non è solo un’impressione. Noi non siamo solitamente allarmiste perché, se guardiamo ai complessi processi in atto, allo stesso tempo vediamo sintomi di altro segno: ci pare che i nuovi femminismi ci dicano che il movimento è ormai chiaramente intergenerazionale e che forme nuove di protagonismo femminile stiano emergendo in politica come in altri campi: dalla rappresentanza alle iniziative civiche, dall’istruzione alle professioni, dall’interno di comunità cosiddette “minoritarie” e nella cultura in senso lato. Eppure, i segnali di rivalsa maschile, di attacchi espliciti su terreni che ritenevamo acquisiti in Occidente e in Europa – e in Italia: dalla 194 al diritto di famiglia, dalla pluralità delle forme di convivenza e delle identità sessuali alla Legge Merlin sulla prostituzione, dagli studi di genere al Welfare, per citarne solo alcuni – siano clamorosi e assai aggressivi. Ignorarli non si può e non serve: è necessario guardare, comprendere e giudicare ciò che accade. E se è vero che la misoginia è il primo ineludibile segnale di un processo che ci può portare verso una involuzione democratica, il prevalere di governi illiberali crea un contesto in cui le donne sono e saranno i principali bersagli.

Dunque, mettere insieme alcuni tasselli di uno scenario ci è sembrato la cosa giusta da fare in questo fascicolo di Leggendaria. Perché dietro il rancore e l’odio che sembrano attualmente prevalere nelle società occidentali (verso i/le migranti, gli/le omosessuali, le comunità cosiddette di “minoranza”, i poveri, insomma tutti/e coloro che sono portatrici/portatori di “diversità” percepite come apparentemente intollerabili) c’è a nostro avviso la grande rabbia dell’uomo bianco, che teme la perdita dei suoi privilegi e di tutto ciò che definiva la sua identità virile: il controllo sulle donne e i figli, lo status economico, il suprematismo razziale e la sua centralità, anche simbolica, di detentore di un potere ordinativo in campo sociale, politico e culturale. Anche in vista delle prossime elezioni europee, dedichiamo quindi il nostro “Tema” – oltre 50 pagine – all’analisi dei due fenomeni: la rabbia degli uomini e i nuovi protagonismi femminili. Dai due venti contrapposti che stanno soffiando forte sulle nostre società, forse verrà fuori una grande tempesta. Non basterà, crediamo, resistere alle raffiche, magari ritirandosi nel privato: occorre mettere in campo tutta la creatività politica, sociale e culturale di cui saremo capaci. Ma in questo fascicolo troverete comunque anche le nostre consuete sezioni e rubriche: da In memoria a Pratiche, dai Primopiano alle Letture, dalle Interviste alle News. E naturalmente la nostra Campagna abbonamenti 2019: rinnovate o sottoscrivete un nuovo abbonamento, abbiamo più che mai bisogno di voi.

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Editoriale

TEMA: MA CHE RABBIA!

La rabbia degli uomini. Le donne in campo
Senza voler ripescare il vecchio refrain della “guerra dei sessi”, questa volta vogliamo dirlo con molta chiarezza: siamo sotto attacco. Perché gli uomini – molti uomini – sono pieni di rabbia contro ciò che noi, le donne – molte donne – siamo diventate: soggetti pensanti dotate di parola propria, in grado di esistere anche senza di loro, più e meglio istruite, capaci di scegliere sulla maternità e le relazioni sentimentali, insomma libere. Donne che lottano contro le perduranti discriminazioni, la violenza e le molestie, il disprezzo e la marginalizzazione, il sessismo, il machismo, il razzismo e lo sfruttamento (parola desueta ma più attuale che mai).
di Anna Maria Crispino

Il maschio furioso
Un premio Nobel americano denuncia l’odio del maschio bianco
verso le donne, tutte. Altrettanto aggressive e violente contro le femministe sono le destre radicali, i populisti e i religiosi integralisti del pianeta.
Ma nessuno come i rapper e i trapper sembra raccontare
la guerra dichiarata dai maschi della nostra specie contro le femmine
di Silvia Neonato

Ma gli uomini odiano le donne?
87.000 femminicidi nel mondo (dati Onu per il 2017) e sempre più spesso si colpiscono anche i figli per odio verso le madri
di Simona Bonsignori

La “percezione” che stravolge la realtà
La paura dell’Uomo Nero, tra antiche suggestioni e spregiudicata propaganda sull’immigrazione
di Franca Fossati

#MeToo un anno dopo
E’ consegnata alla storia la data del 15 ottobre del 2017 per la nascita del #MeToo, verbo diffusosi in settanta Paesi del mondo per stigmatizzare l’universalità delle molestie maschili.
di Nadia Tarantini

Perché torniamo a parlare di fascismo
Parole, gesti, pensieri. Viviamo tempi che sembrano rievocare gli orrori del passato Razzismo, antisemitismo, sprezzo nei confronti delle donne
Tre libri esplorano il fascino melmoso di quell’ideologia
di Gisella Modica

Come combattere la violenza della prostituzione
Si fa ancora fatica a riconoscere che il sesso a pagamento praticato dagli uomini
è sempre abuso e violenza, spesso legati a casi di maltrattamento.
Occorre dar voce alle esperienze e puntare l’attenzione sui prostitutori e il contesto
Intervista di Luciana Tavernini a Ilaria Baldini

Sulla famiglia, indietro tutta
“Dal ’68 in poi, la figura del padre è scomparsa”, dichiara il senatore Pillon della Lega, a difesa del suo decreto in discussione al Senato. La risposta delle avvocate di Befree
di Sara Pollice

Prove tecniche di restaurazione
L’ultimo nemico delle madri è la Pas (una sedicente sindrome da alienazione parentale, teorizzata da un fanatico pedofilo e misogino americano degli anni Ottanta, lo psichiatra Richard Gardner, perno del disegno di legge 753 in materia di diritto di famiglia (detto Ddl Pillon)
di Simona Bonsignori

Quelli che provano a parlare di sé
Il corpo, la ragione e l’istinto, l’infanzia e la notorietà: due romanzi che in modo diverso tentano un’autoriflessione su chi sono oggi gli uomini
di Monica Luongo

Maschi isolati, mai liberi, sempre precari
L’umanità è arrivata al capolinea nel cupo mondo distopico di Michel Houellebecq ciascuno è come una pietanza su un menu (like items on a menu). 
Ma le donne, in più, sono mortificate e neutralizzate
di Daniela Matrònola

La fine dello stato di diritto comincia dall’attacco alle donne
Eliminazione degli Studi di genere, sopraffazione nelle università, abolizione della legge sull’aborto, culto della famiglia tradizionale. L’Ungheria di Orbán guida la deriva illiberale in Europa
di Giorgia Serughetti

Chi può salvarci dall’odio?
La Polonia, stravolta dall’assassinio del sindaco di Danzica, cerca di arginare e combattere i discorsi di incitamento all’odio. Considerati gli atteggiamenti conservatori del governo e della Chiesa, non è un’impresa facile
Ma si alza forte la voce di donne come Olga Tokarczuk
di Zuzanna Krasnopolska

La reazione di Bolsonaro si tinge di rosa e d’azzurro
È un attacco a tutto campo quello sferrato dal nuovo governo uscito dalle elezioni in Brasile, in alleanza con l’integralismo evangelico e investe persino
il colore dei vestiti. Ma la società civile non si arrende
di Cecilia Casini

Donne, finalmente?
C’è anche un altro vento che soffia in Occidente: ci sono sempre più leader, ministre e sindache. Sarà questo il vero contrasto ai sovranismi?
di Alessandra Quattrocchi

Speriamo che sia femmina
In vista delle elezioni europee, servono pragmatismo, inclusività e capacità
di azione politica dal basso. Elly Schlein e Lia Quartapelle: la politica delle donne è diversa. Ed è il futuro
Interviste di Alessandra Quattrocchi a Elly Schlein e Lia Quartapelle

C’è un punto di vista femminista per rifondare l’Europa
Intervista di Sara Pollice a Eleonora Forenza

Una sindaca tra l’Abruzzo e l’Europa
Sabrina Ciancone, prima cittadina di un borgo dell’aquilano che conta 350 abitanti, è nel direttivo della Convenziona di Faro, che valorizza
 l’eredità culturale dei territori e la salvaguardia dell’ambiente
di Maria Rosaria La Morgia

Quando loro dicono basta
A Roma un gruppo di sei donne non politiche ha mobilitato migliaia di persone: un movimento civico da cui gli uomini si sono defilati.
Le “cattive ragazze” ora pensano al dopo
di Marina Cavallieri

Noi ci rimbocchiamo le maniche
Intervista a Emma Amiconi

Madamine, un’intervista mancata
Da sempre, molte donne sono state presenti nel Movimento no-tav,
ma a Torino sette professioniste hanno mobilitato decine di migliaia di persone a favore dell’opera e della loro città. Da protagoniste
di Paola Gamna

Le scienziate, donne eccellenti
Sono tante – matematiche, astronome, chimiche, fisiche, biologhe, ingegnere, economiste, informatiche, mediche – e ancora schiacciate da un tetto di vetro che rende difficile arrivare ai vertici: ma quelle che ce la fanno sono un modello per le giovani. Una mostra a Milano e un data-base contro gli stereotipi
di Giovanna Pezzuoli

Femminismi, tra nuove sfide e nuovi conflitti
Con la Società delle Storiche una riflessione che dà conto del moltiplicarsi delle voci, dell’emergere dei nuovi soggetti che caratterizzano un movimento che non è teoria, ma esperienza viva in continua trasformazione nel succedersi delle generazioni
di Giorgia Serughetti

Nel mondo delle zingare
Schiacciate da stereotipi secolari, in una cultura tenacemente patriarcale, le donne Rom stanno conquistando sempre nuovi spazi per affermare
una diversa libertà, anche grazie all’istruzione: un saggio di Laura Corradi
di Giovanna Pezzuoli

PRATICHE

Educare alle relazioni di genere? No, grazie
Il cambio di colore dell’amministrazione provinciale di Trento
 cancella una pratica virtuosa
di Giovanna Covi

IN MEMORIA

Quella vita passata a regalare sogni
Scrittrice, regista, fotografa, artista dalle molte passioni, profonda e ironica. Ci ha lasciato Silvana Maja, un’amica che aveva fatto delle contraddizioni un dono
di Nadia Tarantini

INTERVISTE

L’ironia sotto il velo che svela i pregiudizi
Con i suoi graphic novel Takoua Ben Mohamed prende in giro con intelligenza
i tanti equivoci che si nascondono dietro la parola “integrazione”. Dalla Tunisia al rifugio in Italia, che ancora non ha imparato a dar valore alle altre culture
di Maria Vittoria Vittori

Voglia di Teoria
L’esperienza e le ragioni di AdA, una rivista che è luogo di riflessione. Perché è necessario produrre pensiero su ciò che accade
e assumere la “maestria” femminile come guida all’agire
Intervista di Gisella Modica a Stefania Tarantino

PRIMOPIANO

Il corpo, pietra d’inciampo del pensiero
Raccogliendo gli scritti elaborati in oltre vent’anni Maria Luisa Boccia mette a fuoco il complesso rapporto tra il corpo
e una pratica capace di stare sugli incerti confini delle scelte esistenziali
di Elvira Federici

Lontana dal Bosforo
Esiliata dalla Turchia di Erdogan la sociologa, scrittrice, femminista, antimilitarista, Pinar Selek, non cessa di denunciare i crimini compiuti da un regime che ha in odio la libertà e le donne
di Antonella Fimiani

Aborto, le parole per dirlo
Diciannove donne raccontano
a Camilla Endrici la quantità di dolore e sentimenti contraddittori legati
a una scelta sentita come necessaria ma non per questo fatta a cuor leggero
di Giovanna Covi

Una trascinante epica dell’Altra
La nuova edizione di un testo seminale ne conferma la valenza anticipatrice 
e si spinge oltre. Nel testo di Lidia Curti ci sono una folla di autrici e artiste
che della loro diversità hanno fatto il punto di forza per ribaltare il tradizionale attributo di mostruosità imposto al femminile dal canone occidentale e patriarcale
di Marina Vitale

Cara madre ti scrivo…
Una originale raccolta di lettere, di uomini e di donne,
un percorso sorprendente che mette a fuoco le tante differenze di relazione con il materno e ne svela il potere seduttivo e disturbante
di Saveria Chemotti

Scrivere in tempo di guerra
Tre donne ebree della stessa famiglia – nonna, figlia e la nipote ancora bambina – vissero i terribili anni della persecuzione razziale e della guerra a Firenze
e trovarono nella scrittura la forza di continuare a vivere e lottare
di Patrizia Larese

Storie inedite di personagge impreviste
L’immaginario popolare, in cui siamo immerse / i tutte, si alimenta sempre più
di narrazioni: la parte del leone la fanno le serie TV, attente a registrare
i cambiamenti molto più di altri media. E non mancano le trame che mettono
al centro figure femminili e trans: uno zapping femminista (come quello messo a punto da Federica Fabbiani) può servire a orientarci
di Anna Maria Crispino

LETTURE

Nel profondo dell’America (Jennifer Haigh)
di Maria Vittoria Vittori

Il fascino indiscreto dei mariti inutili (Piromalli/Salemi)
di Giovanna Mozzillo

Fantasmi di un golpe (Nona Fernàndez)
di Paola Meneganti

Domande che prendono corpo (Laura Pugno)
di Maria Vittoria Vittori

Una feroce faida (Edna O’Brien)
di Anna Trapani

Quella inquietudine che non lascia scampo (Raffaella Battaglini)
di Maria Vittoria Vittori

Cartografia di emozioni (Lauren Grof)
di M.V.V.

RUBRICHE

≡ IN/NOTE
Un progetto meraviglioso in terra di Puglia
di Loredana Metta

≡ CANTO&CONTROCANTO
Coi morti ci si prende troppe libertà
di Francesca Maffioli e Laura Marzi

≡ NEWS

Appuntamenti e notizie
a cura di Giulia Crispino