Feminism3 | Ma che streghe siamo noi?

Il personaggio della strega è tornata potentemente in auge negli ultimi anni sia per alcuni recenti studi storici sia per il proliferare di nuove narrative, anche cinematografiche e televisive. Ma resta lo stigma, come rinnovato epiteto contro donne ribelli o inaddomesticate. Figura ambivalente di rabbia e ribellione, o di positiva autonomia e capacità di connessione con la propria storia e i propri legami con la natura e il sacro ancestrale, le donne del femminismo ne hanno fatto un simbolo di denuncia ma anche di affermazione positiva. Perché “streghe” si possono definire tutte coloro che non si adeguano al discorso patriarcale: le ribelli, le “irregolari”, le ostracizzate.
Al Focus della giornata conclusiva di Feminism3, coordinato da Anna Maria Crispino (Leggendaria), hanno partecipato:
Paola Bono, curatrice del vol. 5 delle opere teatrali di Caryl Churchill (Editoria&Spettacolo) che contiene Gatto Vinagro, dramma che mette in scena pregiudizi e questioni di classe ai tempi della caccia alle streghe.
Silvia Federici, autrice di Calibano e la strega. Le donne il corpo e l’accumulazione (Mimesis)
Giuliana Misserville, autrice di Donne e fantastico. Narrative oltre i generi (Mimesis)
Maria Grazia Anatra, presidente Associazione Woman To Be, a proposito di Turchina la strega (ed. Matilda)

Il giorno dopo. Un ricordo di Rossana Rossanda di Anna Maria Crispino

13 Novembre 2020