Leggendaria 128 - Feminist War
Leggendaria 128 - Feminist War
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Un “Tema” lungo, più della metà di questo nostro numero che esce alla vigilia dell’8 marzo dello “Sciopero globale delle donne”: abbiamo voluto provare a fare un affondo (sempre parziale, ovviamente) sullo stato dell’arte dei femminismi italiani, tra risultati, smacchi, conflitti, questioni in primo piano come il #metoo, cui dedichiamo molte pagine perché è un fenomeno che suscita opinioni diverse e spesso contrapposte ma ha anche un respiro internazionale di cui tenere fortemente conto. Un “Tema” in continuità con gli argomenti che spesso ritornano nelle pagine della rivista, ma che questa volta teniamo sull’arco teso di una interrogazione che riflette sull’attualità ma volge allo stesso tempo uno sguardo al tempo che abbiamo alle spalle – il ’68 e alcuni momenti di snodo che hanno segnato il lungo percorso di questi cinquant’anni – e una interrogazione sul futuro. I fronti aperti – che abbiamo scherzosamente ma non troppo chiamato “Feminist Wars” – sono interni ed esterni al movimento delle donne e sono tali da dover tenere costantemente presenti i fattori di forza e di debolezza, di potenza e vulnerabilità. Insieme, ma non dicotomici, non opposti. La politica, le differenze, i linguaggi e il #metoo: la scansione delle pagine non separa le questioni, perché c’è un filo che ritorna e connette l’intero scenario.

Parliamo anche di due donne, diversissime, che ci sono state molto care e che abbiamo appena perso: la scrittrice Ursula K. Le Guin e la regista televisiva Tilde Capomazza. Ma siamo assai addolorate anche per la scomparsa di Giacometta Limentani: trovate la sua ultima intervista, a firma di Silvia Neonato, sul nostro numero 127 del gennaio scorso. Due belle mostre di straordinarie artiste sono recensite nella sezione “A/margine” mentre in “Primopiano” e “Letture” potete leggere di Anna Paola Moretti e della famiglia Rosselli, di donne del Medioevo e degli ultimi libri di Nicoletta Vallorani e Antonella Cilento, e di Miranda Miranda che ci racconta dell’universo letterario per “signorine”. E poi ci sono, come sempre, le nostre fantastiche “Rubriche”.

Leggendaria è tra le orgogliose organizzatrici della I° Fiera dell’editoria delle donne, che si tiene alla Casa Internazionale delle Donne tra l’8 e l’11 marzo: si chiama “Feminism”, che è la parola dell’anno 2017. Ci auguriamo di incontrare il nostro leggendario pubblico in quei giorni: vedrete, ne varrà la pena! E chissà che non diventi un appuntamento annuale: incrociamo le dita… intanto buone letture.

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Descrizione

LEGGENDARIA N. 128/2018
MARZO 2018 – 84 PAGINE

Editoriale

TEMA/Feminist Wars. Vulnerabilità e potenza
Accordi e disaccordi
La politica, le differenze, i linguaggi: sguardi sul femminismo italiano dal ’68 al #metoo
di Anna Maria Crispino

Autrici e attrici di un cambio di civiltà
Quella dei partiti della sinistra – vecchia e nuova – non è una “crisi” ma una fine: non si può dunque più scommettere sulla possibilità
di una interlocuzione. Rivoluzione femminista, controrivoluzione neoliberale, declino aggressivo del patriarcato: nulla di tutto questo è entrato nella cultura politica della sinistra italiana. Eppure le donne sono una forza potenzialmente davvero egemone
Intervista a Ida Dominijanni di Anna Maria Crispino

Gli anni belli e spericolati delle ragazze del ‘68
Un gruppo di femministe genovesi si sono incontrate dopo 40 anni per riepilogare il loro percorso esistenziale dopo il ’68. Ne è scaturito un libro che con sguardo lucido ci aiuta anche a comprendere il presente
di Bia Sarasini

Puntare sulla forza delle donne
Trent’anni fa, una esperienza unica come la Carta delle donne del Pci tentò di far incontrare e interagire la tradizione delle donne comuniste con il pensiero e le pratiche del femminismo della differenza
di Claudia Mancina

Alla rivoluzione vestita “da borghese”
Elena Marinucci ci racconta, alla soglia dei 90 anni, la sua scelta di entrare in politica grazie all’impegno nel femminismo, l’unico movimento “mai violento e sempre vincente”
di Maria Rosaria La Morgia

Elogio del conflitto segno di ricchezza
Luisa Muraro sottolinea che le donne non sono una classe, né un gruppo sociale al quale si può chiedere unanimità. E ricorda il valore della “rivolta” femminile
Intervista a Luisa Muraro di Giovanna Pezzuoli

Vulnerabilità e potenza
Rappresentate da un lato come vittime dall’altro come troppo forti, anche le donne rischiano di restano intrappolate in una dicotomia sclerotizzata che impedisce di misurarsi con la complessità del reale. Non con una sola voce devono parlare i femminismi
di Sara Pollice e Giorgia Serughetti

Tra Elettra e Pentesilea
Su un campo di battaglia, che comprende anche il Web, si confrontano vari femminismi: la posta in gioco è il significato della differenza e la postura che si assume nella polemica con l’altra. Che può essere fonte di civiltà
di Gisella Modica

Differenza, differenze, in-differenza Come convocare il mondo al materno
Prendersi cura della “creatura piccola” non è prerogativa solo delle donne. Appunti per un dibattito, che sia fecondante per l’umano, tra teoriche della differenza, sostenitrici delle gender theories, queer e femminismo intersezionale
di Elvira Federici

Di trans e femministe ai tempi dell’uteromania
La seconda stagione di Transparent, la serie Tv creata da Jill Soloway
 mette in scena i conflitti che ancora oppongono il mondo delle “nate donne” da quello di chi ha deciso di essere donna o di non scegliere un’identità
di Federica Fabbiani

Politically correct. Da dove viene e dove va
Nato in Usa come strumento per non offendere il prossimo – in particolare le “minoranze” – con linguaggio e azioni,
 è oggi sotto attacco con l’accusa di puritanesimo, buonismo, censura. Forse è vero che ha fatto il suo corso, ma ciò che conta è essere educati e rispettare gli altri
di Alessandra Quattrocchi

Perché dal dialogo siamo passate allo scontro?
C’è una barriera del linguaggio che i diversi “schieramenti” femministi alzano su chiunque dissenta o abbia un’opinione diversa. Dal dibattito sulla GPA al #metoo sembra quasi impossibile esprimersi senza arrivare a dividersi
di Monica Luongo

Avere voce, #metoo
Come e perché è scoppiato il caso Weinstein: il ruolo dei media nella ripresa di un movimento che è una rivoluzione femminile destinata a cambiare una serie di dinamiche silenziosamente accettate e che hanno un solo, inequivocabile, nome: abusi. Negli Usa la solidarietà tra donne è diventata virale: «Noi vi crediamo»
di Angela Vitaliano

Il movimento diventa globale
C’è chi crede sia una novità ma il #metoo esiste da oltre vent’anni. E dopo lo scandalo Weinstein la denuncia di massa delle molestie sessuali si è estesa dagli Usa all’Europa, dalla Cina all’Arabia Saudita
di Patrizia Larese

#Quellavoltache
Anticipiamo alcune delle testimonianze raccolte nel volume #quellavoltache. Storie di molestie in uscita per manifestolibri e una parte della postfazione delle curatrici

Uscite dal silenzio, finalmente
Sono ormai tante le denunce contro molestie e ricatti sessuali sul luogo di lavoro. L’Istat parla di oltre un milione e 400 mila vittime in Italia, ma per la Cgil sono molte di più. Naturalmente ci siamo divise anche sulle denunce. C’è però una novità:
per la prima volta sappiamo quanti maschi sono molestati.
Tanti, ma a loro non tocca mai di doverle sentire sul lavoro
di Silvia Neonato

Quando a subirle è lui
di S.N.

La sfida politica che ci aspetta
Le molestie sessuali sui luoghi di lavoro non sono certo una novità ma le denunce che oramai si moltiplicano in tutto il mondo ci dicono di una sfida che mette in luce i nessi sistemici di un fenomeno che è l’altra faccia della violenza domestica scardinando la separazione tra sfera pubblica e sfera privata
di Bia Sarasini

I maschi di sinistra, molti “se” e troppi “ma”
Uomini spaventati e rabbiosi non si affidano al mutamento politico femminile, né si mettono in discussione in quanto complici del sistema,
ma restano sempre e soltanto focalizzati sul comportamento femminile
di Simona Bonsignori

La zona grigia del piacere
È cosa nota che le donne spesso accettano rapporti sessuali senza provare godimento e talvolta nascondendo il dolore fisico. Ma quanto c’è di natura e quanto di sociale e/o culturale in un atteggiamento che arriva fino all’accettazione della violenza?
E se i maschi provassero a cambiare il loro rapporto col sesso?
di Alessandra Quattrocchi

IN MEMORIA

Tilde la coraggiosa
Se n’è andata Tilde Capomazza, autrice di un programma indimenticabile:
 Si dice donna. Raccontava su Rai2 come il femminismo avesse cambiato l’Italia. Nella sua autobiografia ne ha ricostruito la storia insieme a quella della sua vita
di Silvia Neonato

In dialogo con l’Altro
Ci ha lasciato il 22 gennaio scorso Ursula K. Le Guin, una delle maggiori scrittrici
di fantascienza, apripista di quella narrativa speculativa che ci aiuta a riflettere sul presente immaginando il futuro possibile
di Marina Vitale

A/MARGINE

La qualità filosofica dell’attenzione
La mostra di Elisabetta Di Maggio alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia – Natura quasi trasparente – inaugurata durante la scorsa Biennale d’Arte, ha chiuso a fine novembre. Un nuovo progetto dell’artista, Greetings from Venice 
anch’esso curato da Chiara Bertola, sarà inaugurato il 5 aprile 2018 nello spazio “Event Pavillion” del Fondaco dei Tedeschi a Venezia
di Bianca Tarozzi

In mezzo al nulla della rovina
La guerra come matrice e causa inevitabile
 della violenza che si perpetua
 su donne e bambini in una mostra di Carla Sanguineti
di Paola Zan

PRIMOPIANO

Stratificazioni della memoria
Il diario finora inedito di una quindicenne deportata nel 1944 a Norimberga che una storica mette in contesto svelando una storia a lungo rimossa (Anna Paola Moretti)
di Marina Santini

Una famiglia nel mirino del Fascismo
Le vicissitudini dei Rosselli
 tra vita privata e grande Storia: dalla madre Amelia Pincherle ai suoi figli Carlo e Nello
 uccisi perché antifascisti (Caroline Moorehead)
di Ivana Rinaldi

Il Medioevo? Questione di sguardi
Sono i dettagli che ci raccontano com’era davvero la vita in quei secoli.
 Così Chiara Frugoni, attraverso un suggestivo viaggio tra quadri e miniature, descrive una vita quotidiana che non era facile per nessuno,
 ma in particolare per donne e bambini
di Matilde Passa

Le ribelli che scelsero la fuga
Famose e potenti come Eleonora d’Aquitana
o Ildegarda di Bingen, eroine come Giovanna D’Arco
e Margherita Porete, ma anche borghesi che riuscirono a scappare da una società violenta e patriarcale. Maria Serena Mazzi ricostruisce
in un saggio magistrale le loro storie
di Saveria Chemotti

Il cuore di tenebra che ancora ci abita
In Nessun Kurtz, Nicoletta Vallorani volge il suo sguardo inflessibile verso gli stereotipi che continuano a condizionare
il modo in cui guardiamo al mondo “altro”. E invita
a riconoscere le differenze senza pretender di capirle
di Serena Guarracino

Nel mondo delle signorine
Era davvero tutta “rosa” la letteratura Salani dedicata all’educazione sentimentale delle fanciulle tra fine Otto e primo Novecento?
Un saggio avvincente e rigoroso svela
 un sottotesto ricco di sfumature anticonformiste
di Maria Vittoria Vittori

Teofanès nella festa barocca napoletana
Normanni, arabi, longobardi, amalfitani;
e poi maghe, monache, Sangennare, Virgiliane, mosaici che si animano come Morfisa,
la madonna nera che attraversa epoche e mondi. L’anno mille partenopeo trionfa in una scrittura di “placida crudeltà”. Ne parliamo con l’autrice, Antonella Cilento
di Nadia Tarantini

Nell’incanto delle sirene, la metamorfosi della vita
Un atlante delle meraviglie quello che Agnese Grieco dedica all’eterno mito che conduce in spazi lontani oltre i confini dell’umano, in quel mondo dove tutto cambia
e tutto è possibile. Un viaggio visionario lungo secoli di immagini e pensieri
di Elvira Federici

LETTURE

Il mare non bagna Spalato (O. Savicevic Ivancevic)
di Maria Vittoria Vittori

Le donne bomba dell’Urss (Ritanna Armeni)
di Silvana Maja

Le forme della violenza (Maria Rosaria Selo)
di Maria Vittoria Vittori

Partitura per una collezionista di voci (Chiara Guidi)
di Annalisa Comes

Nostra sorella Angelica (Liliana Ferro)
di Maria Vittoria Vittori

Con il taglio della politica (DWF)
di Gisella Modica

Spartiti di vite (Maria Pia Quintavalla)
di Maria Vittoria Vittori

Prose fin de siècle (Else Jerusalem)
di Annalisa Comes

Un amore senza cittadinanza (Giovanna Mozzillo)
di Maria Vittoria Vittori

RUBRICHE

≡ GIARDINI IMMAGINARI
Il giardino apocrifo di Virginia Woolf
di Giuliana Misserville

≡ IN/VERSI
Rimedio alla disarmonia del reale
di Maria Clelia Cardona

≡ TOP FIVE
La nostra classifica
di Luciana Di Mauro

≡ CANTO&CONTROCANTO

Terremoti di terra e d’anima
di Laura Marzi e Francesca Maffioli

≡ NEWS
Appuntamenti e notizie
a cura di Giulia Crispino